Riassunto
Noi siamo tempesta” è un progetto del Collettivo Amigdala e dell’IIS lazzaro Spallanzani con il sostegno del MIC e di SIAE nell’ambito del programma Per chi crea Formazione e Promozione culturale nelle scuole
Progetto in collaborazione con Emilia Romagna Teatro, con la Biblioteca Lea Garofalo di Castelfranco Emilia

Noi siamo tempesta” è un progetto del Collettivo Amigdala e dell’IIS lazzaro Spallanzani con il sostegno del MIC e di SIAE nell’ambito del programma Per chi crea Formazione e Promozione culturale nelle scuole. Progetto in collaborazione con Emilia Romagna Teatro, con la Biblioteca Lea Garofalo di Castelfranco Emilia
Noi siamo tempesta è uno spettacolo immaginato, provato, scritto e portato in scena dalla 2aq, 3aq, 4bap dell’IIS L. Spallanzani con le professoresse Irene Guadagnini, Luciana De Sensi, Stefania Zuffi, il tutto progettato, coordinato e accompagnato da Daina Pignatti e Federica Rocchi del Collettivo Amigdala.
Il percorso ha coinvolto più di 70 allievi e allieve dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia che, attraverso i linguaggi del teatro contemporaneo, in un intrecciarsi di azioni di formazione e di promozione culturale, hanno riflettuto sul significato del concetto di “parità di genere” , a partire dalle parole di Michela Murgia e di altre scrittrici italiane degli ultimi decenni. Nei suoi testi, Murgia ha portato in campo riflessioni attualissime che non si concentrano solo sul diritto delle donne a essere al pari degli uomini, quanto sulle conseguenze di un sistema sociale che a partire da alcuni macro-elementi ha scatenato occasioni di discriminazioni che sono entrate sottopelle a uomini e donne. Le prime azioni di promozione culturale sono state la partecipazione a due spettacoli teatrali: il primo nella primavera del 2025 dal titolo Mario e Maria presso il Teatro Arena del Sole di Bologna, spettacolo a cura della compagnia belga Collectif Poetic Punkers. Gli studenti e le studentesse hanno avuto modo di incontrare gli artisti così come hanno avuto modo di farlo per il secondo spettacolo, nel dicembre 2025, presso il teatro Dadà dal titolo Overload di Sotterraneo (compagnia Premio Ubu 2023 per L’angelo della storia). Un’altra Intensa attività di promozione culturale è stata la realizzazione di un’intervista a Beppe Cottafavi presso la Biblioteca di Castelfranco Emilia. L’incontro si è articolato in forma di intervista collettiva condotta dalle studentesse e studenti. Beppe Cottafavi non è stato avaro nel raccontare aneddoti legati alla sua collaborazione con Michela Murgia e ha accolto con piacere l’invito degli allievi e delle allieve a rispondere alle domande e alle curiosità legate anche alla sua professione di editor. L’intervista ha dato modo di costruire un ponte generazionale, ha confermato che è ancora possibile credere nel dialogo costruttivo tra le generazioni, specie se si parte dalla lettura e dall’analisi di testi in grado di stimolare l’elaborazione di punti di vista non scontati. La scuola e gli attori del territorio (in questo caso un intellettuale moderno e una biblioteca ubicato in contesto storico quale era la fabbrica di distillati Bini) hanno potuto così riappropriarsi di quel ruolo fondamentale che è alla base della realizzazione di una comunità educante.

Il progetto ha avuto il suo esito finale con la realizzazione di un grande spettacolo teatrale cooperativo proprio dal titolo Noi siamo tempesta per la regia di Collettivo Amigdala, organizzazione radicata nel territorio e individuata per questo progetto per la sua specifica sensibilità ed esperienza rispetto ai linguaggi del teatro contemporaneo, alla relazione con adolescenti e per la sua formazione sui temi della parità di genere e delle disuguaglianze.
Lo spettacolo si è svolto negli spazi interni ed esterni della scuola, un modo per rafforzare ancor più quel dialogo consapevole attivato tra le parole di Michela Murgia, l’esperienza degli studenti e delle studentesse, gli spazi del quotidiano che, proprio a scuola, vengono esperiti in una forma innovativa. Lo spettacolo ha avuto come ispirazione performativa le esperienze di “dialogical art”: attraverso la pratica di conversazione i giovanissimi attori e attrici hanno sostituito i dialoghi in cui l’esperienza autobiografica e le parole di Murgia trovano una connessione teatrale. Il lavoro ha intrecciato improvvisazione e recitazione, sensibilità personale e ritmo collettivo, attenzione e ascolto, dando valore a quelle pratiche messe in campo durante il laboratorio e acquisite dagli studenti e dalle studentesse nel corso dell’intero progetto. L’esito dello spettacolo si è tradotto in un equilibrio drammaturgico tra la scrittura di un copione e la messa in atto di pratiche improvvisative e di ascolto, nelle quali ciascuno studente e studentessa ha potuto esprimere il proprio punto di vista e la propria esperienza rispetto al rapporto con l’altro sesso, alla propria identità di genere, agli stereotipi che spesso obbligano ragazze e ragazzi a conformarsi a logiche uguali per tutti. Il pubblico si è fatto testimone ed è stato chiamato ad attivare forme di ascolto profondo di quanto i ragazzi e le ragazze hanno portato in scena. Posti esauriti e grande partecipazione del pubblico che ha molto apprezzato non solo lo spettacolo, la sua formula innovativa e la profondità dei temi trattati, ma anche l’accoglienza ricevuta coordinata dalla prof.ssa Masiello, il servizio food e beverage gestito dal prof. Sola e la possibilità di vedere una scuola con altri occhi, con la convinzione che a scuola si cresce, si riflette e ci si diverte anche!




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